Majja – Acqua, un gesto quotidiano anche in Etiopia. Mostra, seminario e laboratorio per le scuole

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Contesto:

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni individuo dovrebbe disporre di 50 litri d’acqua sicura al giorno, ma ciò non accade in Etiopia, dove su 70 milioni di abitanti solo il 30% può accedere a fonti sicure.
L’acqua è un bene primario, condizione di vita, diritto non esigibile per troppi popoli. L’Etiopia infatti è un paese con scarsa disponibilità idrica e, a rendere ancora più fragile l’equilibrio, concorrono periodiche siccità e quindi gravissime carestie. Le più devastanti si sono verificate negli anni ’80 e ’90 che hanno profondamente compromesso le attività di sussistenza come la pastorizia e l’agricoltura. Oggi come in passato, molte attività lavorative gravitano attorno all’acqua: le donne e i bambini si occupano dell’approvvigionamento, percorrendo ore di cammino. La forza con cui ogni giorno trasportano taniche o giare d’acqua è la stessa con la quale combattono contro i disagi provocati dalla sua scarsità: infezioni, malattie polmonari, malaria contratte a causa della scarsa igiene e dell’accesso a fonti d’acqua non sicure.

Descrizione del progetto e obiettivi:

Il progetto intende sensibilizzare la città di Parma, dai bambini in età scolare alle famiglie fino agli studenti universitari, attorno al tema dell’acqua come bene prezioso e fondamentale per lo sviluppo umano.

"Majja – Acqua Bere, un gesto quotidiano anche in Etiopia" nasce come libro fotografico e diventa un seminario organizzato in collaborazione con il CUCI presso l’Università degli Studi di Parma, una mostra fotografica allestita presso la Biblioteca Ilaria Alpi e un laboratorio per le scuole sviluppato dall’associazione Circolarmente.
Al seminario "Acqua, bene prezioso e diritti umani" sono intervenuti Romano Superchi, Emilio Molinari, Aloisi Tosolini, Marco Deriu, Elisa Mereghetti, Pier Luigi Bontempi e Alessandro Arrighetti in veste di mediatore. I temi trattati sono stati: Acqua da diritto dell’umanità a merce, Acqua come fonte di democrazia e cultura, Acqua fra solidarietà e conflitti e una presentazione della rete idrica di Shelallà.
La mostra fotografica Majja – Acqua Bere, un gesto quotidiano anche in Etiopia è stata realizzata con trenta scatti scelti tra i centinaia realizzati da Carlo Pinasco per raccontare i gesti, gli sguardi, le difficoltà e i sorrisi della vita quotidiana della gente di Shelallà. Le foto hanno condotto i visitatori in un viaggio attraverso le emozioni e le suggestioni che sprigionano dai colori forti di questa terra dalle mille sfumature, fatiche, allegrie, disperazione e lavoro. Questa mostra è stata pensata per grandi e piccoli e proprio per i bambini è stato proposto un avvicinamento “speciale” al tema dell’acqua attraverso un’ “idea-azione” studiata e realizzata dall’associazione Circolarmente. Durante i laboratori, che si sono svolti in due giornate, i bambini sono stati chiamati ad aiutare un folletto nella ricerca di “gocce di memoria” che l’acqua pare stia perdendo. Insieme hanno capito che ogni goccia d’acqua racchiude un messaggio che l’acqua sta inviando di cui i bambini si faranno poi messaggeri contribuendo ad aiutare l’acqua a raccontare la sua storia.

Beneficiari:

Cittadinanza di Parma

Risultati:

Informazione e sensibilizzazione

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  • località

    Parma

  • partners

    Associazione Circolarmente, Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (Università degli Studi Parma), COONGER

  • enti finanziatori

    Area Italia, La Verde, BB Design Parma

  • durata del progetto

    21-30 novembre 2009