Rete dei Mieli

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Contesto:

L’Etiopia è il più grande produttore di miele in Africa, e il nono a livello mondiale con 45.000 t prodotte nel 2013 (FAO). Inoltre, con 5.000 t è al secondo posto al mondo per volume di cera d'api prodotta . L'apicoltura come parte integrante dell'attività agricola è una pratica ancestrale in Etiopia; il miele è uno dei prodotti più rappresentativi dell'Etiopia, da sempre importante dal punto di vista economico e sociale nella storia dell'altopiano etiopico e dei bassipiani, dove il complesso delle pratiche e delle conoscenze di apicoltura costituiva un campo significativo nella cultura materiale dei diversi gruppi etnici.
Benché la produzione annuale di cera e di miele sia notevole rispetto agli altri paesi africani, il sistema di produzione comunemente esercitato è tradizionale.

Descrizione del progetto e obiettivi:

Alla luce dell'elevato grado di radicamento della pratica apicultoria sul territorio e delle numerose potenzialità ancora inesplorate, l'obiettivo della Rete dei Mieli è lo sviluppo di un'apicoltura in grado di far coesistere tecniche tradizionali di raccolta con le moderne tecniche di gestione razionale degli alveari, in modo tale da innalzare gli standard quali-quantitativi della produzione e di conseguenza, le possibilità di guadagno per i produttori. Il perfezionamento dell'apicoltura tradizionale e la pratica moderna sono dunque da intendersi come complementari in un'ottica di diversificazione delle fonti di reddito delle comunità coinvolte.
Ad oggi la Rete dei Mieli comprende 11 comunità, alle quali sono garantite formazione teorica-pratica, assistenza tecnica, dotazione di materiale e attrezzature, progressivo consolidamento del prodotto in termini di marketing e valore aggiunto e posizionamento sul mercato nazionale. Le caratteristiche del miele prodotto da ciascuna comunità sono diverse, come lo sono i loro territori di provenienza: ognuno, infatti, ha particolarità ambientali e climatiche uniche, e dunque, essenze floreali specifiche. In tale prospettiva, la Rete dei Mieli svolge un ruolo considerevole nella salvaguardia di un settore altamente rappresentativo della biodiversità e della ricchezza del territorio etiopico.
Inoltre, negli ultimi anni, la Rete ha generato un'ulteriore diversificazione delle fonti di reddito delle comunità coinvolte, promuovendo anche i derivati della produzione del miele, come la cera e, in un futuro prossimo, la propoli.
La Rete si è adoperata perché siano soprattutto le donne delle comunità a farsi carico della raccolta e della lavorazione della cera, incoraggiando la costruzione di cooperative che assicurino loro una fonte di reddito.

Beneficiari:

I beneficiari individuati risiedono in aree rurali a basso reddito e decentrate rispetto alle aree urbane e ai relativi servizi; essi sono apicultori organizzati in gruppi (cooperative o associazioni) e donne, anch'esse organizzate in gruppi, il cui lavoro consiste nel recupero e nella trasformazione di cera/propoli.

Risultati:

Ad oggi sono stati ottenuti i seguenti risultati:
- Formate 11 comunità di apicultori sulle buone pratiche apicultorie;
- Distribuita strumentazione necessaria allo svolgimento delle attività;
- Rafforzata la capacità produttiva e i relativi standard qualitativi delle comunità coinvolte;
- Migliorato l'accesso al mercato per i prodotti delle comunità;
- Rafforzata l’attività di recupero, trasformazione e commercializzazione di cera d’api da parte dei gruppi di donne.

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  • località

    Comunità di Shellala, Horde, Wondo e Maldo (Hadiya Zone), Getche, Badogo, Wassarà, due comunità nel Dawro Konta e i due Presìdi Slow Food del Tigrai e di Wenchi

  • partners

    Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, Associazione Modena per gli Altri e Consorzio Nazionale Apicoltori (CONAPI)