Rete idrica e scavo pozzi nel Comprensorio di Shelallà

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Contesto:

Shelallà è un comune situato nella zona di Hadiya, nella regione del Southern Nations Nationalities and People Regional State (SNNPRS), in Etiopia.
La comunità di Shelallà è composta da insediamenti sparsi, a circa 250 km a sud di Addis Abeba, con una popolazione di circa 29.500 abitanti. Il villaggio ed il comprensorio di Shelallà distano una quindicina di chilometri dal centro di Hosanna, un agglomerato di vecchie capanne e di edifici di recente costruzione, che negli ultimi anni ha conosciuto un discreto sviluppo. Le strade sono completamente in terra battuta e l'economia locale è basata sul commercio dei prodotti dell'agricoltura familiare – piccoli appezzamenti di terra
intorno ai tucul – e su pochissime attività commerciali ed artigianali.
Alla carenza di servizi, all'isolamento e alla scarsità di risorse economiche si unisce la difficoltà di approvvigionamento idrico: solo il 23% della popolazione può infatti accedere a fonti di acqua potabile. La popolazione locale, per la grande maggioranza non ha la possibilità di approvvigionarsi di acqua pulita: le malattie più frequenti, infatti, sono quelle renali e polmonari. La scarsità d'acqua e la crescente siccità costringono le donne e i bambini a percorrere ore di cammino per approvvigionarsi di acqua, trasportando per chilometri il peso delle taniche piene sulle loro spalle.

Descrizione del progetto e obiettivi:

L'intervento di Parma per gli Altri intende assicurare l'accesso costante all'acqua potabile nel comprensorio di Shelallà, al fine di diminuire le malattie infettive e garantire la sostenibilità ambientale, settimo degli “Obiettivi del Millennio”.
Per assicurare l’accesso costante all’acqua potabile, diminuire le malattie infettive e garantire la sostenibilità ambientale, Parma per gli Altri ha individuato le bocche sorgive nel comprensorio di Shelallà e ha previsto l'incanalamento dell'acqua finalizzato alla sua raccolta e decantazione. Da qui, sfruttando la gravità, l'acqua è stata fatta defluire, verso punti diversi, drenando l'acqua residua a distanza di sicurezza in modo da mantenere asciutte le aree circostanti le fonti. Questo intervento ha assicurato acqua pulita per uso umano, facilitando la formazione più a valle di serbatoi naturali per uso animale. La metodologia dell’incanalamento delle acque sorgive, resa possibile dalle caratteristiche idrogeologiche della zona, è risultata molto meno costosa dello scavo di pozzi con estrazione meccanica ed anche manuale e richiede una manutenzione minima. Il sistema progettato ha permesso la connessione di punti nevralgici di distribuzione acqua nel distretto, quali la scuola pubblica, il centro sanitario e gli agglomerati di tukul.
Si è proceduto, inoltre, con la realizzazione di una rete idrica implementando una linea esistente, attraverso la sostituzione di alcune tubazioni deteriorate e prolungando il sistema dal villaggio di Koicho fino a quello di Shelallà. La rete idrica utilizza l’acqua proveniente da una sorgente che attualmente alimenta un serbatoio principale, dal quale viene prelevata solo l’acqua in eccesso (overflow).

Le captazioni delle sorgenti sono state realizzate seguendo la tecnica tradizionale locale che il Water Resource Development Office di Hosanna utilizza, ovvero la costruzione di cisterne in cemento armato di decantazione per il drenaggio delle acque superficiali captate e conseguente rete di distribuzione delle acque pulite.
Il progetto è stato studiato da un ingegnere idraulico italiano e da un tecnico del Water Resource Office di Hosanna ed è stato affidato ad un'impresa di Addis Abeba (MISAC General Contractors), monitorata in modo costante dal personale delle Divine Providence Sisters e in modo puntuale da tecnici di PPA in misisone

Al fine di garantire la durata e il corretto utilizzo dei pozzi nel lungo periodo, Parma per gli Altri ONG ha adottato una serie di accorgimenti:
- i pozzi sono stati equipaggiati con pompe a mano, non sommerse, in modo da ridurre la complessità tecnologica ed evitare la fornitura di corrente elettrica;
- la popolazione locale è stata responsabilizzata sul corretto utilizzo delle strutture e le autorità dei villaggi locali si sono impegnate a garantire il funzionamento dei pozzi;
- una persona del posto è stata formata dalla ditta costruttrice e dagli esperti in missione, sulle modalità di manutenzione del pozzo e della pompa.
Stato di avanzamento:
Il progetto prevede l’ultimazione di alcuni lavori aggiuntivi (extraworks).
La rete , danneggiata lo scorso anno dai lavori di riparazione della strada, è stata riparata e riattivata. la rete idrica ora funziona, anche se a causa della scarsa pressione, i due Kebelé coinvolti hanno concordato di utilizzare la rete a turni (in fasce orarie diverse).

Beneficiari:

Hanno beneficiato della rete idrica e della costruzione dei pozzi i 20.000 abitanti del comprensorio di Shelallà.

Risultati:

Tra il 2003 ed il 2008 sono stati portati a termine 5 impianti di canalizzazione e distribuzione delle acque affioranti e 2 pozzi dotati di pompe a mano distribuiti nel comprensorio. L’analisi delle fonti esistenti e della loro portata, ha consentito di calcolare che gli interventi realizzati fino ad ora hanno rifornito di acqua circa ¼ della popolazione, cioè oltre 7000 persone. Grazie all’ultimo intervento effettuato, in un periodo tra il 2004 e il 2009, sono stati inaugurati 4 nuovi punti di distribuzione idrica su un tracciato di circa 4 km, che consentiranno di incrementare il numero dei fruitori della preziosa risorsa (circa 20.000 persone).

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  • località

    Comprensorio di Shelallà, Etiopia

  • partners

    ONG AIFO

  • controparte locale

    Divine Providence Sisters, Water Resource Office

  • enti finanziatori

    Ministero Affari Esteri, Fondazione Cariparma, Latteria Trento (Parma)

  • durata del progetto

    2004 – 2009 concluso