Eritrea


L’Eritrea si trova nel Corno D’Africa, confina a nord nord-ovest con il Sudan, a sud con il Gibuti e con l’Etiopia, a nord-est e ad est con il Mar Rosso. Il suo territorio, vasto circa 121.300 km², si può dividere in quattro regioni dalle caratteristiche fisiche profondamente diverse: l'arida pianura costiera, la zona collinare del nord ovest, la zona delle pianure e l'altopiano occidentale, la parte maggiormente abitata del paese. La sua popolazione conta circa 4.401.000 di abitanti, di cui il 40% appartenente ai Tigrana e circa la metà appartenente ai Tigrè, i due maggiori gruppi etnici; il resto della popolazione è di etnia Nara, Kunama, Afar, Bilen, Rashaida, Hidareb e Saho.

Dal punto di vista religioso, la popolazione eritrea è equamente divisa tra musulmani (50%) a nord e cristiani (50%) a sud. Lo Stato ha tuttavia ufficialmente riconosciuto quattro confessioni: cristiani ortodossi, musulmani sunniti, cattolici, chiesa evangelica di Eritrea.
Le due lingue ufficiali sono il tigrino e l'arabo, tuttavia nel paese si parlano nove lingue differenti che a parte le due ufficiali sono, in ordine decrescente di diffusione Tigré, Afar, Saho, Beja, Bilen, Nara e Kunama. Nella scuola a partire dalla sesta classe tutte le lezioni vengono tenute in inglese. L'italiano, lingua un tempo assai diffusa, va ora scomparendo, è conosciuta dalle persone anziane nei centri principali ed è insegnata nella scuola Italiana di Asmara.

L'Eritrea è un paese in via di sviluppo: esporta modesti quantitativi di prodotti locali mentre deve importare combustibili, macchinari, manufatti e alimenti. L'economia è basata principalmente su un'agricoltura di sostentamento e sull'allevamento di ovini e bovini. L'agricoltura, negli altopiani, e la pastorizia lungo la costa e nelle pianure del paese, restano per la maggioranza della popolazione del paese le uniche fonti di sussistenza. Le poche industrie presenti nel paese sono situate prevalentemente nella capitale Asmara, ma sono in corso progetti di diversificazione delle attività industriali in diverse altre parti del paese.

Il 20 maggio 1960 l'Eritrea fu trasformata in una provincia amministrativa dell'impero etiopico e nel 1962 fu definitivamente annessa. La lotta per l'indipendenza scatenatasi nel 1961 ebbe fine nel 1991, quando il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo scacciò l'esercito etiope fuori dei confini eritrei, e si unì agli altri movimenti etiopi di resistenza per rovesciare la dittatura del Derg che cadde nello stesso anno. Due anni dopo venne indetto un referendum, con la supervisione della missione delle Nazioni Unite denominata UNOVER ed in esso si decise se l'Eritrea dovesse essere un paese indipendente o dovesse mantenere la federazione con l'Etiopia. Il referendum stabilì l'indipendenza dell'Eritrea, che venne dichiarata ufficialmente il 24 maggio 1993. Il leader dell'EPLF, Isaias Afewerki, divenne il Primo Presidente provvisorio dell'Eritrea, ed il Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo, ribattezzato Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia (PFDJ), diede vita al primo governo.