"La mia Etiopia"
Il diario di Enrico

 Cattabiani il 17 febbraio è stato dirottato mentre faceva rientro in Italia dopo avere trascorso  un periodo nel Paese africano per Parmaxglialtri con Carlotta Pioli, Pierluigi Bontempi e Vito Bocelli. Ecco il suo diario GUARDA LE IMMAGINI
di ENRICO CATTABIANI

Arrivo ad Addis Abeba
Per chi non è mai stato in una metropoli africana il primo impatto è senz'altro forte. Non ci sono cose belle da vedere, soltanto costruzioni che si accavallano una sopra l'altra, polvere, smog e moltitudini che si affaccendano sul ciglio della strada senza uno scopo preciso.
Addis è una contraddizione intrinseca, come l'Etiopia del resto. In un paese dal territorio variegato migliaia di persone appartenenti a popoli diversi per lingue e tradizioni convergono nella metropoli in cerca di fortuna. Dalla macchina si vedono professionisti in giacca e cravatta che attraversano strade sterrate per andare a lavoro, mentre torme di bambini si accalcano intorno al veicolo, per chiedere due soldi o anche solo per dare un saluto. I grattacieli in costruzione sembra vogliano schiacciare gli abitanti delle fatiscenti baracche di terra e lamiera ai loro lati. L'orribile progetto cinese della futura metropolitana a cielo aperto è uno scempio che si aggiunge al resto. Questa è Addis.

Parma Per gli Altri , ONG fondata nel 1989 da Don Arnaldo Baga, realizza, soprattutto in Etiopia, progetti di sviluppo territoriale, sanitario, scolastico ed economico, con una particolare attenzione rivolta alle donne; obiettivo primario è sostenere lo sviluppo economico delle aree rurali, affinché gli abitanti di questi posti meravigliosi restino a vivere nelle loro terre natie piuttosto che cercare una fortuna che non troveranno mai in un luogo ottenebrato dallo smog delle auto.

Permanenza a Shallala e dintorni
Una volta fuori dalla città inizia uno spettacolo magnifico: campagne dai colori splendenti ti circondano dal finestrino, mentre persone sorridenti salutano al passaggio, chi da un carretto trainato da muli chi dalla veranda di casa.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Shallala: il compound delle suore della Divina Provvidenza è un mondo parallelo, fuori dalla vita ordinaria; tutto risulta curato e pulito.
Usciamo a fare un giro per il paese e abbiamo la sensazione di esser catapultati in mezzo alla natura. La gente stessa ci accoglie con un calore umano che mai avrei pensato possibile. Siamo pronti a fare il nostro lavoro.

 Il lavoro di Parma Per gli Altri nella zona
PPA opera ormai da 25 anni a stretto contatto con le suore della Divina Provvidenza nell'area di Shallalla, dove sono state costruiti pozzi, scuole e una clinica.
Da alcuni anni a questa parte è stata volta l'attenzione a progetti di sviluppo economico del territorio, attraverso cui, gradualmente, cooperative di lavoratori si danno da fare per migliorare la qualità del proprio prodotto ed aumentarne l'output, ovviamente con il supporto di PPA e altre organizzazioni affiliate. Da qui il progetto della filiera dei mieli e della cera che occupa decine di persone: il miele etiopico, uno dei migliori al mondo, viene ora lavorato con metodo, in modo da esaltarne il gusto e separarlo dagli scarti, ovvero la cera. Quest'ultima viene venduta ad una cooperativa di donne istituita da PPA, le quali, attraverso la produzione di candele, riescono a ricavare un reddito con il quale ottengono rispetto e considerazione all'interno della comunità.
La situazione delle donne all'interno della società etiopica, infatti, non è delle più rosee: sono loro a fare tutti i lavori più pesanti, dal prendere l'acqua dai pozzi (distanti chilometri dalle loro case) al portare grossi carichi di legna, senza che per questo vengano loro riconosciuti ruoli paritari. Non portando a casa un salario, infatti, non vengono tenute in considerazione quando si tratta di prendere decisioni importanti.
L'iniziativa di PPA ha pertanto un impatto socioculturale non indifferente , senza contare il fine ultimo dei suoi sforzi, ovvero permettere alla gente che vive in questi posti meravigliosi di prosperare sul proprio territorio e non cadere nella tentazione di cercare fortuna nella capitale, un luogo sordo e senza vie d'uscita. Ad Addis Abeba si attua concretamente la spersonalizzazione propria dell'uomo moderno: persone riconosciute come tali nei loro luoghi d'origine si ritrovano catapultate in una città frenetica che non offre loro nient'altro che una baracca malridotta, aria sporca ed elemosina. La nostra speranza è che, anche tramite i nostri sforzi, la gente capisca tutto questo e lotti affinché possa avere un futuro nei propri luoghi natii.

 Incontro con il Vicariato Cattolico di Hosanna e con cooperativa tessile donne
Al mattino incontriamo i responsabili della chiesa cattolica di Hosanna, con i quali dobbiamo discutere i dettagli del progetto RER, bando promosso dalla regione Emilia Romagna e vinto da PPA, con il quale si punta ad allargare la rete dei mieli ad altre comunità della zone, oltre alla creazioni di orti comunitari. Tutto va per il meglio e troviamo presto un accordo.
Nel pomeriggio incontriamo suor Hillina, storica collaboratrice di PPA, nel suo paese natale. Quello che doveva essere un incontro di cortesia si rivela piuttosto una sorprendente scoperta: una cooperativa di donne, inizialmente supportata da un'altra ONG, è impegnata da tempo nella creazione di prodotti tessili, come sciarpe e tovaglie. Esposte le effettive difficoltà in cui vertono, ci impegniamo immediatamente a supportarle, in modo che la loro attività si sviluppi e che sempre più donne siano impegnate all'interno della cooperativa.

06/02 - Incontro scuola di Maldo e con cooperativa apicoltori e donne della cera
La nostra emozione nell'entrare in una scuola si intiepidisce scoprendo di esser capitati proprio nella settimana di vacanza tra un semestre e l'altro! Siamo comunque accolti da nugoli di bambini che ci seguono da ogni dove e ci accompagnano; intervistiamo il Preside riguardo alla situazione scolastica e raccogliamo dati su strutture e territorio. La scuola non è certo come noi occidentali la intendiamo: pareti di fango e tetti in lamiera contengono aule spoglie e polverose, nelle quali banchetti malridotti ospitano fino a quattro bambini alla volta; mancano i servizi igienici . Grazie a PPA, perlomeno, i pavimenti sono cementati, e non è certo una cosa da poco: si evita il rischio di pulci penetranti e di aule allagate durante la stagione delle piogge.


Nella seguente riunione, alla presenza della nostra delegazione, del personale scolastico e delle personalità del paese, viene fatto il punto della situazione. Commuove la spontaneità e l'affetto delle persone . Un anziano del villaggio esprime la sua gratitudine in questo modo: "Ci ricordiamo benissimo di com'era la situazione. Oggi, grazie al lavoro da voi svolto, la scuola ha avuto un grande sviluppo in confronto ad altre scuole governative dove non ci sono nemmeno le sedie. Se oggi i nostri figli hanno tutto questo è solo merito vostro, pertanto vi ringraziamo per tutto quello che avete fatto." Un altro membro della comunità si propone di scrivere un libro che parli di come PPA abbia costruito la scuola e di come questo abbia positivamente influenzato la comunità nel suo complesso.

Non parole, ma progetti che si realizzano, integrati nella realtà delle persone, rispettosi del loro modo di vivere, che non deve essere snaturato, ma sostenuto e supportato concretamente.
L'incontro con le cooperative di donne e apicoltori è anch'esso carico di emozioni. Difficile da concepire come queste signore, dopo una vita fatta di stenti e sacrifici, possano sentirsi realizzate contribuendo a portare a casa qualche soldo tramite la realizzazione di candele. Grazie agli stampi "occidentali", in lattice, potranno ovviare ai problemi da loro incontrati con quelli ricavati da foglie e alberi. La loro proposta di avviare un'attività di ristorazione, parallela a quella della cera, ampliando, con l'aiuto di PPA, la struttura da noi precedentemente costruita , viene subito sostenuta. Gli uomini, mostrandoci i resoconti sulla produzione, ci ringraziano infinitamente e ci salutano con un sorriso.



07/02  09/02 Incontri nelle varie scuole della zona supportate da PPA
Nei giorni seguenti sono proseguiti gli incontri con le scuole supportate da PPA nel corso degli anni. Tra i ringraziamenti e le feste di rito, vere e calorose, colpisce particolarmente la volontà da parte dei dirigenti scolastici nel fare di tutto per migliorare la situazione attuale. A detta loro, la gente si sta rendendo conto di come solo l'educazione possa apportare miglioramenti al futuro. Per questo sono stati lanciati programmi di scolarizzazione per adulti e di recupero per studenti che si allontanano da scuola. Il problema dell'abbandono scolastico emerge particolarmente tra i bambini tra i 7 e gli 8 anni, quando il loro numero, usualmente tra gli 80 e i 100 per classe per il 1°e2° grado, si dimezza con l'avanzare dei gradi. Il motivo principale è la necessità dei genitori di ulteriori braccia per il lavoro nei campi e quotidiani.
Prima di incontrare un'altra cooperativa di donne della cera, c'è stato tempo per vedere un posto magnifico che rifugge dalla modernità e dal turismo stesso. L'inizio della Rift Valley, una spaccatura nel terreno profonda un centinaio di metri che procede per oltre trenta kilometri fino al fiume Ohm, è uno spettacolo che pochi hanno la fortuna di vedere. Ai piedi delle cascate, un habitat completamente in contrasto con le campagne circostanti si prospetta ai nostri occhi; il microclima particolare ospita una flora diversissima da quella presente solo poco più in alto: qui vivono scimmie e vari altri animali. Senza dubbio è il posto più bello che abbia mai visto.

L'incontro con la squadra di calcio dei ragazzi del paese, ai quali abbiamo fornito divise grazie all'aiuto di alcune nostre squadre di calcio locali, Montebello, San Leo e Ducale 61, è stato molto significativo per un ex calciatore come me. Vedere questi ragazzi, con scarpe malridotte o addirittura senza, giocare e divertirsi rincorrendo un pallone su un secco, polveroso campo costellato di sassi ed escrementi, mi ha fatto riflettere a lungo...

11/02 Tappa a Hwasa prima di giungere nel Bale
Dalle campagne alla savana. Vista l'enorme distanza che intercorre tra Shallalla e la nostra prossima meta, la regione del Bale, facciamo tappa ad Hwasa, una città da un milione d'abitanti che si affaccia sul lago omonimo. Il mattino seguente abbiamo la possibilità di fare un giro in barca e vedere le meraviglie del posto.

Alla sera giungiamo alla città di Robe, nella regione del Bale, dove veniamo ospitati nella casa del Vescovo della zona. Impressionante il cambiamento di paesaggio durante il viaggio. una forte grandinata imbianca il terreno : potrebbe sembrare di essere sulle Alpi, se soltanto i babbuini non ci lanciassero sassi da una scarpata. Siamo sopra i 4000 metri e non li sentiamo affatto. Affascinante.
Il motivo di questa visita in zone a noi nuove è dovuta alla possibilità di aprire nuovi progetti in collaborazione con altre ONG che già operano sul territorio. Nella foresta di Arenna, infatti, nasce spontaneamente un caffè di qualità elevatissima; l'idea di aiutare gli imprenditori locali a dare corpo a una rete più solida sembra un ottimo spunto per progetti futuri.

12/02 Viaggio attraverso il Parco Nazionale del Bale
Scortati da Giorgio Conconi, responsabile per l'Etiopia di una ONG tedesca, superiamo il Parco Nazionale del Bale per addentrarci nella foresta di Arenna. Il cambiamento di paesaggio lascia senza fiato: si passa da un paesaggio lunare, apocalittico, situato oltre i 4000 metri d'altitudine, ad un altro fatto di fitta vegetazione e null'altro. La strada sterrata che attraversiamo ci conduce nel bel mezzo della foresta, ove una cooperativa di uomini, supportati da varie ONG, si dedica alla raccolta del caffè che cresce spontaneamente in quelle zone. Mentre ci addentriamo nella giungla, il clima sembra ovattato, irreale, il tempo sospeso.


 Ritorno ad Addis con tappa ai grandi laghi
Nel tornare ad Addis sostiamo una notte presso il Lago di Langano, un luogo stupendo: stormi di fenicotteri rosa ci accolgono senza battere ciglio. Ultimo momento di pace prima di tornare nel caos della capitale.

Considerazioni sull'esperienza:
Da circa tre anni volevo fare un'esperienza che mi permettesse di toccare con mano realtà totalmente differenti da quella europea. Non finirò mai di ringraziare Pierluigi Bontempi e PPA per la possibilità che mi hanno dato e mi impegnerò per continuare la collaborazione così iniziata. Essendo una ONG di piccole dimensioni, PPA concentra tutti i suoi sforzi in zone mirate, permettendo così di vedere i frutti del lavoro svolto anno dopo anno. Ogni sei mesi circa una delegazione di PPA si reca sul territorio per valutare lo stato di avanzamento dei progetti. L'apporto di forze fresche, giovani volenterosi che si vogliono mettere in gioco, è fondamentale, e PPA accoglie tutti a braccia aperte. E' indubbio che tutto questo lavoro non sarebbe possibile senza l'uomo sul campo, Zehriun il tuttofare, grande conoscitore della zona e grande amico.
Nel mio cuore racchiudo gelosamente le
emozioni di questo primo viaggio in Etiopia. Il calore trasmesso dalla gente e la bellezza dei paesaggi sono inestimabili. Spero che questo giunga come un invito ad altri giovani, curiosi delle persone e del mondo, che si vogliano mettere in gioco per scoprire se stessi e un'altra realtà.
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23 febbraio 2014 - Aggiornato alle

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